Presepe Pieve Chiampo

“150 anni di presenza Francescana alla Pieve di Chiampo”

La storia narra che, in seguito alla soppressione degli Ordini religiosi da parte di Napoleone, quattro frati devono fuggire dal convento di Santa Lucia di Vicenza e, arrivati a Chiampo, vengono accolti dal sindaco Antonio Fracasso che offrì loro di abitare la piccola casetta del custode del cimitero che si trovava presso la pieve di Chiampo. I frati furono quindi oggetto di un’opera di misericordia corporale da parte del Sindaco e della popolazione della vallata. Era la primavera del 1867. Da allora la presenza dei frati è unita con la vita della popolazione di Chiampo e della sua valle.

La popolazione ha sempre sostenuto i frati nelle loro iniziative e sempre è venuta incontro alle loro necessità con grande generosità. I frati, da parte loro, aiutarono sempre i poveri che bussavano alle porte del convento. Le cronache narrano che durante la seconda guerra mondiale, si distribuivano anche 600 pasti al giorno. Il beato Claudio Granzotto è ricordato come beato della carità per la sua grande generosità con i poveri.

Quando il sindaco dell’epoca, Antonio Fracasso, accolse i frati li ha invitati a rimanere alla Pieve con queste parole: “Restate con noi! Custodite i nostri morti; pregate per i vivi; e noi volentieri divideremo il pane con voi!”

Il prossimo anno 2017 celebriamo i 150 anni di presenza dei frati francescani alla Pieve di Chiampo. In questo presepe, a sinistra, possiamo ammirare la riproduzione della Pieve e l’arrivo dei primi quattro frati accolti dal sindaco, il sig. Antonio Fracasso, nel 1867, i loro nomi erano: fra Filippo Dalle Pezze da Fane, fra Gioacchino Marchi da Moruri, fra Ferdinando Bortolani da Verona e fra Pasquale Pagan da Campofontana. Sullo sfondo particolari della vallata.

San Francesco
inventore del presepio

Il collegamento tra il presepe e San Francesco è grande, inscindibile. Fu infatti il Santo di Assisi ad "inventarlo", a realizzarne il primo. Nel dicembre del 1223 San Francesco si trova a Greccio, un eremo francescano tra Terni e Rieti.

Vedendo una grotta gli viene l'idea di rappresentarci la Natività di Gesù. Nasce così il primo presepe della storia.
Ma perché a Francesco d'Assisi viene quest'idea e la realizza?
Non esiste una spiegazione data dal Santo e una documentazione a tal proposito. Grande desiderio rimasto irrealizzato di San Francesco era quello di poter visitare i "luoghi di Gesù" in Terra Santa. Il Santo d'Assisi si recò in questa terra a seguito alla quinta crociata, ma sia per le circostanze belliche, sia perché non aveva il permesso papale per andare a visitare i luoghi santi, Francesco ritornò in Italia nel 1220 senza aver potuto visitare e pregare in questi luoghi. Ecco quindi che può essere scattato in San Francesco il desiderio di "portare" Betlemme con la sua Natività in casa propria, per potersela godere, non solo lui, ma tutti quei cristiani che non potevano recarsi in Terra Santa.

presepe greggio

Presepe di Greggio

Disegni e schizzi
di Padre Livio

Ricordo di Padre Livio

Padre Livio

Descrizione del ciclo